La fotografia vuole JPEG — finché non deve vivere online
Un ritratto, una natura morta, una lastra di lookbook: il JPEG resta la carta che la copisteria e il modulo capiscono. Grammatura stampa tiene più grano. Grammatura schermo per posta e tetti LMS.
Se lo stesso ritratto starà in una griglia da dodici sul sito, JPG in WebP è il taglio da pubblicazione. Confronta il banco. La pelle che diventa sabbia chiede grammatura più alta o il JPEG originale.
La grafica vuole PNG — finché il file è una foto travestita
Marchi, UI, testo su fondo piatto, sticker: il PNG tiene il bordo. Il JPEG mette l’alone alle lettere. Se un logo è finito JPEG per errore, JPG in PNG ferma il danno successivo; non restituisce i pixel già buttati.
Un PNG fotografico è di solito un preset sbagliato. PNG in JPG è la stretta onesta. L’alfa diventa bianco, come un foglio da stampa. Se ti serve la trasparenza, non dovevi appiattire.
Il WebP è la carta da giornale dello schermo
I PNG di interfaccia su una landing pesano come un catalogo. PNG in WebP li fa entrare in pagina. La trasparenza spesso resta; guarda la preview. La copisteria sotto casa non apre il WebP: torni indietro con WebP in JPG.
Non esiste un vincitore universale. Decide il brief: stampante di ateneo, griglia Cargo, modulo di concorso, copertina offset. Su Pdfmira converti con la lastra a tutta area, non da un’icona da 160 px.